Tutto è iniziato quasi per gioco.
Un giorno ho messo in vendita alcuni miei vestiti personali su Vinted. Non c'era un piano, solo la curiosità di vedere cosa sarebbe successo. Poi è arrivata la voglia di cercare di più: i mercatini, le bancarelle, i negozi dell'usato... e la soddisfazione di scovare pezzi unici, spesso firmati da grandi marchi. Li rivendevo, e ogni volta che un capo trovava un nuovo proprietario, sentivo di avergli regalato una seconda vita.
Dopo qualche mese ho fatto il mio primo acquisto.
Arrivavano a casa pacchi pieni di abiti da spacchettare, selezionare e valorizzare. All'inizio lavoravo nella mia cameretta, poi in un sottoscala minuscolo, ma ogni spazio - per quanto piccolo - era pieno di energia e idee.
Un anno dopo, ho deciso di portare Vintage Zone sui social.
Volevo mostrare al mondo il mio stile: abiti vintage che, grazie a un tocco creativo e a shooting fotografici di alta qualita, potessero essere all'altezza dei brand di moda più prestigiosi. Per me, un vestito "vecchio" non è mai solo un vestito usato: è un pezzo di storia da indossare con orgoglio.
Ed eccomi giunto a un bivio: mollare tutto o fare il salto?
Ho scelto di crederci. Ho trovato un posticino, molto simile a un garage e l'ho trasformato in un piccolo quartier generale: uno spazio pensato per creare qualcosa di magico e far sentire a casa chiunque vi entri.
Oggi Vintage Zone è molto più di un progetto personale.
È un sogno in costruzione, con un obiettivo chiaro: creare un ecosistema del vintage solido in Italia e, un giorno magari, farlo diventare qualcosa di più grande. Un vero e proprio Zalando del vintage.